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Africa orientale



Colmare il divario: l’equità sanitaria nell’Africa orientale e il ruolo dell’OIM
11/05/2026

La sezione Africa orientale dell’Opera Internazionale si trova a un punto di svolta decisivo. La regione – che comprende Kenya, Uganda, Tanzania, Ruanda, Burundi, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo – deve affrontare un «triplice fardello» di minacce sanitarie: malattie infettive persistenti, un aumento delle malattie non trasmissibili (MNT) ed emergenze sanitarie legate al clima.

 

Panoramica della situazione

 

Per voi, nostri membri che prestate servizio in prima linea nel ministero spirituale e sociale, così come per il grande pubblico, è fondamentale comprendere questo contesto. La vostra salute è il fondamento della vostra missione. 

 

L’Africa orientale sta attualmente affrontando tre crisi sanitarie contemporanee:

 

  • Malattie infettive persistenti
    La malaria rimane la principale causa di mortalità in Uganda e in Tanzania. Parallelamente, l’epidemia di vaiolo delle scimmie del 2024-2025 ha messo a dura prova la sorveglianza sanitaria transfrontaliera, in particolare tra la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi e il Kenya.
  • Le malattie non trasmissibili, i «killer silenziosi»
    L’ipertensione, il diabete di tipo II e il cancro del collo dell’utero stanno aumentando più rapidamente nell’Africa orientale che in qualsiasi altra regione del mondo. In Kenya, le malattie non trasmissibili rappresentano ormai il 39% di tutti i decessi.
  • Gli agenti patogeni legati al clima
    Inondazioni senza precedenti nel bacino del Lago Vittoria hanno provocato epidemie cicliche di colera e un’estensione della «fascia della meningite».

 

Alcuni paesi di fronte a questo triplo fardello 

 

Kenya : la frontiera delle MNT

  • L’assassino silenzioso: le malattie non trasmissibili (MNT), in particolare l’ipertensione e il diabete, rappresentano ora il 39% di tutti i decessi in Kenya.
  • Allerta sulla letalità: durante l’epidemia di vaiolo delle scimmie del 2024-2025, il Kenya ha riportato un tasso di letalità sproporzionatamente elevato dell’1,78%, probabilmente dovuto a diagnosi tardive nelle aree ad alta circolazione.
  • Fardello infettivo: mentre le MNT aumentano, la malaria rimane una minaccia significativa e le epidemie di colera legate al clima continuano a colpire le aree urbane e periurbane.

Uganda: rischi di trasmissione comunitaria 

  • Focolai di vaiolo delle scimmie: l’Uganda ha affrontato una trasmissione comunitaria sostenuta del vaiolo delle scimmie, con oltre 7.600 casi segnalati a metà 2025.
  • Co-infezione da HIV: una delle principali preoccupazioni dei lavoratori umanitari è che il 47,9% dei decessi legati al Mpox in Uganda riguardava persone co-infette da HIV, evidenziando la necessità di un supporto mirato per le popolazioni vulnerabili.

Tanzania e Ruanda: successi e nuove minacce 

  • Progressi in materia di aspettativa di vita: il Ruanda ha registrato il maggiore aumento dell’aspettativa di vita della regione, con un guadagno di 20,9 anni.
  • Minaccia legata al virus di Marburg: il Ruanda è riuscito a contenere la sua prima epidemia di virus di Marburg alla fine del 2024 (66 casi, 15 decessi), ma la minaccia rimane presente oltre i confini.
  • Tanzania: mentre le MNT sono in aumento, la Tanzania non ha registrato decessi legati al vaiolo delle scimmie nonostante 111 casi segnalati, il che suggerisce un’efficace gestione precoce.

Sud Sudan: la crisi umanitaria 

  • Predominanza delle malattie: a differenza dei suoi vicini, il carico sanitario del Sud Sudan rimane dominato dalle malattie trasmissibili.
  • Picco di colera: all’inizio del 2026, il Sud Sudan ha segnalato uno dei numeri di casi di colera più alti della regione, una situazione esacerbata dagli spostamenti massicci di popolazione e dalla mancanza di servizi igienico-sanitari.

 

 L’ostacolo finanziario alle cure 

 

Per il grande pubblico, il principale ostacolo non è la mancanza di medici, ma le « spese sanitarie catastrofiche ».

 

  • Kenya: Nonostante la transizione verso il Fondo di assicurazione sanitaria sociale (SHIF), i costi a carico dei pazienti rimangono un ostacolo per i più poveri.
  • Uganda: Le strutture private offrono cure di livello mondiale, ma sono finanziariamente inaccessibili all’80% della popolazione.
  • Tanzania: i recenti sforzi per la copertura sanitaria universale (CSU) incontrano ancora difficoltà di «ultimo miglio» nelle regioni rurali come Tabora e Kigoma.